GIULIO IELARDI NATURE PHOTOGRAPHY

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L'ho trovata. Il piccolo tulipano dell'Appennino, una delle rarità botaniche dei Simbruini che cercavo da tempo, mi é comparsa in un prato con la sua fioritura insieme barocca & dimessa. Ho dedicato la giornata a lei e ai fiori che decoravano rocce e pianori, il fondo degli avvallamenti carsici, il piede dei faggi nel bosco.


Un tale mirabile concentrato di forme e colori da rappresentare una sfida inebriante per la creatività. 

E domenica 20, meteo permettendo, workshop.
 
 
Tra un prato e l'altro, tra un Workshop ed un Corso.
 
Arrivate 10/05/2012
 
In previsione del Workshop di domenica 13 dedicato alle orchidee - e rinviato due volte - nel pomeriggio sono andato alla riserva naturale di Monterano per un ultimo sopralluogo.

Sono arrivate!
 
 
Sono tornato da pochi giorni da un viaggio fotografico in Estremadura. Cinque i fotografi - meglio, quattro fotografe e un fotografo: W le donne... - che ho condotto in giro per questo incredibile angolo di Spagna, dove l'Europa sembra voler conservare una sua identità altrove irrimediabilmente perduta di grande casa comune di ambienti naturali e comunità umane in feconda simbiosi.

Nidi di cicogne a grappoli sui campanili delle chiese e i muretti delle fincas. Colonie di grillai tra i coppi dei tetti. Nibbi bruni e reali sui cavi del telefono. Nidi di aquila reale sugli eucalipti e di aquila del Bonelli sui tralicci dell'alta tensione. Eserciti di strillozzi, cappellacce, allodole, rondini comuni, passere sarde - e poi averle maggiori e capirosse, civette, rondini rossicce e montane, pernici rosse e, naturalmente, otarde e galline prataiole - nei campi. Avvoltoi che galleggiano nel cielo in attesa di un segnale per scendere.

A proposito di avvoltoi, sono naturalmente stati tra i protagonisti del viaggio. Anche dopo tante volte, lo spettacolo ravvicinato dei loro voli dal Castillo de Monfrague o dal Salto del Gitano lascia a bocca aperta. E una mattina nelle steppe di Belen a poche decine di metri dal nostro van ne abbiamo contati 104, posati a terra in paziente attesa che un cane finisse di cibarsi su una carcassa di pecora.
Anche in Estremadura, il biglietto da visita più vistoso di cotanta biodiversità sono gli uccelli. Un continuo show di canti, voli e colori in stagni e laghi artificiali, davanti a pareti rocciose, negli incolti, sugli edifici rurali, in cielo...
Ma abbiamo osservato e fotografato anche lepri e conigli selvatici, cervi, testuggini palustri - e rinvenuto tanti segni di presenza della lontra.

Non dico proprio a guastare, ma insomma a rendere meno piena la festa ci ha pensato un tempo che definire pessimo è senz'altro un eufemismo. Tre giorni di pioggia quasi ininterrotta su cinque, e per il resto pioggerelle e acquazzoni qua e là. Ma basta non farsi intimidire ed aprire il cavalletto anche per fiori di campo, lavanda, torrenti meravigliosi e i loro abitanti...
Nos vemos el año que viene!
 
 
Sempre ieri, prima e dopo il survey ornitologico al lago di Bolsena (vedi post precedente), ho dedicato un po' di tempo alle fioriture.

Il rosso.
Il viola.
 
 
Bello andare in giro sempre per parchi. Tra le controindicazioni, però, c'è quella che ti fa conoscere l'Italia della natura protetta - quasi sempre il meglio del meglio, va detto - ma non quello che ne resta fuori.

Ad esempio Bolsena e il suo lago, nel Lazio settentrionale. Un piccolo mare: con 113 chilometri quadrati il più grande dei laghi vulcanici di tutt'Europa, dieci volte il lago di Vico.

Non ci vado quasi mai ma ieri s'è presentata l'occasione con gli amici della Sropu, l'associazione di ornitologi romani di cui faccio parte. Scopo della missione erano monitoraggio e censimento della locale colonia nidificante di cormorani, l'unica del Lazio, rinvenuta sull'isola Bisentina a partire dal 2008. Approfitto per aggiungere che questo dato è preso dal magnifico Nuovo atlante degli uccelli nidificanti nel Lazio, realizzato nel 2011 da numerosi esperti coordinati da Massimo Brunelli e Stefano Sarrocco della Sropu per conto dell'Arp e ora liberamente scaricabile da questa pagina del sito dell'Agenzia regionale parchi.

Il survey in gommone ha fornito l'occasione anche di registrare altre interessanti presenze locali, tra cui due coppie di falco pellegrino, un piccolo nucleo di fistioni turchi, una garzaia formata da nitticore e garzette nonché alcune coppie di oca del Canada, nidificanti e in aumento.
 
 
Ho aspettato fin quando possibile. Ma dopo il sopralluogo di oggi pomeriggio ho deciso di rinviare il Workshop "La collina delle orchidee" dedicato a questi fiori meravigliosi presso la riserva naturale di Monterano. Invece di domenica 22 aprile, avrà luogo domenica 6 maggio (in mezzo c'é l'Estremadura, ovvero il Photo Tour che condurrò in Spagna dal prossimo 25  al primo maggio).

La fioritura delle orchidee é assai indietro, e non solo nel Lazio. Forse a causa della prolungata siccità delle settimane, anzi dei mesi passati. Oggi invece ha piovuto quasi incessantemente, ed ho trovato più piante della scorsa settimana. Una decina di Orchis purpurea, qualche Orchis provincialis, una O. papilionacea (la scorsa settimana due) e molte Orchis simia (tra cui quella ritratta nella foto in alto). Lo scorso anno in questi stessi giorni di fine aprile erano fiorite centinaia e centinaia di orchidee, di specie diverse!

Ci rifaremo il 6, ne sono certo.
 
 
Ieri pomeriggio le ultime tre ore del giorno in un campo incolto nel parco di Bracciano-Martignano. Foto scattate circa 600. Foto non cestinate 76. Foto che mi soddisfano 4 (quelle pubblicate in alto).

Stamani, diciamo così, sveglia alle 4. Appostamento sui Simbruini dalle 6 alle 12 presso una carcassa di cavallo, aspettando il lupo. Foto scattate 6 (a una volpe sorpresa a mangiare al mio arrivo). Foto non cestinate nessuna.

Le piante non scappano.
 
 
Oggi al parco naturale dei monti Lucretili a fare alcune foto per completare un reportage che uscirà su una rivista.

In mattinata controllo alla locale coppia di aquile reali. Mi sono goduto col binocolo i loro volteggi nel cielo del vallone, col maschio impegnato nel "volo a festoni" - un susseguirsi ripetuto di picchiate ad ali chiuse e veloci risalite nell'aria. Spettacolo !!! E tutto a posto, meno male, un'altra stagione venatoria è passata...
NB - a chi é interessato a conoscere meglio questi uccelli straordinari e magari sogna di riuscire un giorno a riprenderli, segnalo il Corso avanzato di Fotografia naturalistica che terrò a maggio a Roma, Bracciano e Ostia.

Tra i boschi del parco, ancora a metà tra inverno e primavera come in queste settimane tutte le faggete d'Appennino, non ho potuto fare a meno di dedicare ancora un po' d'attenzione alle delicate fioriture degli anemoni.
 
Viste da vicino 11/04/2012
 
Da una parte i leoni. E le giraffe. E le tigri, chiaro: c'é cascata pure Wildlife con alcune delle ultime copertine, speriamo non sia un biglietto da visita del nuovo editore.
Dall'altra i frosoni, le rane verdi, le formiche...

Da sempre, grossolana strategia dei media per catturare l'attenzione del pubblico é utilizzare le specie più vistose e amate. Chi studia le scienze naturali sa bene che, al contrario, la biodiversità ha a che fare assai più con la base della piramide che con la sua punta.
Ieri mattina ho trascorso alcune ore tra i boschi sui monti della Tolfa a fotografare fiori.

Specie comuni, risparmiate dal morso del bestiame al pascolo semibrado. A parte i botanici, forse solo chi trascorre qualche tempo sdraiato a livello del terreno per fotografarle si rende conto di quanta bellezza c'é in quelle piccole piantine.
 


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