L'appuntamento per i prossimi Corsi è per l'autunno!
Con l'uscita didattica finale di ieri si sono conclusi anche i Corsi di Fotografia naturalistica della primavera 2013. In una giornata già torrida, siamo stati nel versante fucense del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio, Molise dove il solleone ci ha costretti quasi alle sole macro all'ombra dei faggi. L'appuntamento per i prossimi Corsi è per l'autunno! Add Comment Sono tornato l'altro ieri da un bellissimo Photo Tour in Norvegia, cinque giorni pieni a fotografare la natura della strepitosa isoletta di Runde. Un luogo che ormai conosco abbastanza bene e dove anche quest'anno sono tornato, stavolta con Marsilio, Fabrizio, Franco e Piera. Guadagnati i 300 metri di quota dalla costa rocciosa con una ripida ma breve salita, lungo i sentieri che conducono sul ciglio delle scogliere, la grande attrazione è rappresentata dalle colonie di uccelli marini. Quest'anno le condizioni del mare hanno consentito il periplo via mare, sulla piccola barca di Bjorn, sì da offrirci uno sguardo ancor più ravvicinato sull'incredibile mondo verticale che accompagna le prime settimane di vita di uccelli meravigliosi come le sule, le gazze marine, pulcinella di mare, urie e urie nere, fulmari e gabbiani tridattili (e più in basso marangoni dal ciuffo). I paesaggi di Runde sono sorprendentemente vari per un'isola che misura circa 4x3,5 km. Scogli costieri, piccole spiaggette di sabbia chiara e nera, un altopiano verdeggiante di sfagni e muschi ed eriofori, alcuni torrenti che drenano il terreno quasi sempre ricco d'acqua per le abbondanti piogge, promontori dove sorgono due piccoli fari, alcuni piccoli laghi. E falesie maestose. Gli avvistamenti dell'aquila di mare quest'anno sono stati spettacolari. Perlustrando con la barca le scogliere dal mare abbiamo ammirato il nido dell'unica coppia che si riproduce sull'isola, in posizione eccezionale su un alto e inaccessibile pinnacolo di roccia. Ma ai due adulti in questione si accompagna spesso la visione di diversi immaturi ed altri adulti, che battono quasi incessantemente le falesie per predare nidiacei o individui più vulnerabili perché malati o altro. Cinque giorni a camminare e fotografare, fotografare e camminare, passano presto quando gli spettacoli sono quotidiani. E la luce del grande Nord, presente quasi 24 ore al giorno, fa il resto. L'ultimo giorno un colpo di fortuna: tra le alghe della costa, tre lontre vengono a nuotare davanti a noi che mangiamo un panino sotto la pioggia! E' l'ennesimo incontro entusiasmante per dei naturalisti. Poi si torna in Italia sempre con un po' di magone, ma stavolta si riparte presto, prestissimo, per un altro fantastico Photo Tour. Ancora grande Nord... Sono tornato ieri dal Photo Tour primaverile in Estremadura, Spagna. Solito show della natura più bella e più ricca del Mediterraneo, solite tonnellate di GB di foto da scaricare, solito spaesamento nel passaggio repentino dalla dehesa ai palazzi romani. Ma tant'é. Quest'anno il tempo è stato clemente, senza la pioggia dell'anno scorso: quattro giornate piene a fotografare nei luoghi più belli della regione, dove era ormai la sesta volta che tornavo. Posti che conosco bene, ma la cui bellezza non smette di affascinarmi. A riveder le foto, credo che non ci sia miglior indicatore della incredibile biodiversità e ricchezza di vita naturale di questa terra che scoprire ogni volta - in più di una foto - un animale finito per sbaglio nell'inquadratura: che sia un rondone, un avvoltoio, una farfalla! Novità di quest'anno, il tempo dedicato anche ad alcune zone umide di particolare interesse dove abbiamo potuto facilmente realizzare buone immagini in poche ore di permanenza: posti che ogni fotografo naturalista vorrebbe avere come local patches... beati gli spagnoli! E' stato pure il Photo Tour delle aquile! Un altro, dopo quello di Hortobagy. Abbiamo visto e fotografato, anche se più che altro da lontano come è giusto che sia, aquila imperiale spagnola, aquile minori a volontà, bianconi, aquile del Bonelli. E dell'aquila reale abbiamo osservato bene due giganteschi nidi su eucalipto, di cui uno trovato da noi! Che emozione ammirare questi maestosi uccelli in un contesto così diverso da quello cui siamo abituati noi italiani, e pure i loro piccoli ancora ricoperti di piumino bianco che sbattono le ali nell'ingrandimento a 10x dello schermo in live view! Dalla prima sera all'ultima, al mitico Castillo di Monfrague e in tutti gli altri posti, gli avvoltoi sono stati naturalmente tra gli immancabili protagonisti del viaggio. Ogni giorno un giorno diverso, e incontri all'aria aperta con la straordinaria fauna locale. Non senza sorprese! Ancora una volta grazie ai miei grandi compagni di viaggio, davvero un piacere viaggiare in luoghi simili con persone belle e animate dalla tua stessa passione: stavolta Fabio con Rita, Cesare, Renzo. E alla prossima! Gli interessati mi scrivano, penso di organizzare una partenza invernale per fotografare rapaci ma anche le centinaia di migliaia di gru (400.000, max concentrazione europea!) svernanti in Estremadura. Difficile resistere al richiamo! Il mio angolo di Lazio preferito, a maggio, a me sembra di una bellezza con pochi paragoni e così anche ieri sono finito a fotografare tra i campi di Tolfa. Poche decine di chilometri in una valle, ma quando fotografo così il tempo non esiste. Da quando arrivo a quando è buio, perlustro l'ambiente con la giusta concentrazione. Gli spunti sono ovunque ma occorre uno sforzo - piacevolissimo - per focalizzarli e capire come farli rendere al meglio nell'inquadratura. E' affascinante il processo di formazione delle immagini nel nostro cervello. Ad attirarlo sono le linee, i colori, un'armonia. Gli aspetti naturalistici più densi del paesaggio fanno la loro parte. Animali, fiori, forme sinuose delle colline, persino il vento. Ecco, ieri ho iniziato col vento. Tolfa è famosa per i rapaci. Non ho fatto incontri particolari, stavolta (a parte un bel lodolaio), ma anche riprendere il comune gheppio sullo sfondo uniforme dell'erba fresca di una collina mi ha dato soddisfazione. Tra un falco e l'altro (e poiane, e nibbi), piccoli passeriformi in canto. Mentre attendevo immobile da quaranta minuti l'involo del lodolaio, avvenuto puntualmente mentre guardavo altro, una volpe è sbucata dal folto di un fosso per venirsi a mettere in posa davanti al mio teleobiettivo. "Ma lascia sta' la volpe e vai ggiù co 'sto cannone, ce stanno du' pappagalli che so' fenomenali, aho". Sì, già visti e già fotografati. Non ho poi capito se i due tizi locali si riferissero ai gruccioni o alle ghiandaie marine, ma dopo averli ringraziati gli ho chiesto se l'avessero poi vista, la volpe che stavo fotografando al loro arrivo: nel prato giusto dietro il loro pittoresco pick-up. "No, ma 'ndove, oh?" Anche oggi, da prima dell'alba al primo pomeriggio, sono stato sulla Tolfa per preparare il Workshop di domenica. E in uno splendore di colori e profumi, il minimo che ti aspetti sono i gruccioni. Ma poi anche i grillai! Un po' di foto fatte domenica durante il workshop dedicato alle orchidee alla riserva di Monterano (Roma). E domenica prossima nuovo workshop sui monti della Tolfa! Beh, stavolta è proprio giunto il loro momento. Sono tornato alla riserva di Monterano per il sopralluogo precedente al workshop di domenica, dedicato alle orchidee selvatiche. Ne ho trovate moltissime, la fioritura è forse al suo culmine. Otto specie diverse ed alcune che mancano ancora all'appello: occorre cercare meglio! Fiori speciali, non c'è dubbio... Ma anche il semplice "prato", un prato naturale, è ricco di spunti d'interesse. I primi e gli ultimi scatti sono per lui. Ieri uno di quei pomeriggi d'aprile sui monti della Tolfa che torni a casa con un sorriso da ebete stampato in viso... La scusa, sempre di più, sono i nibbi e le orchidee: quel che si direbbe la punta dell'iceberg. Ma non trovo nulla di soddisfacente lungo la lunga strada sterrata. Poi invece va che mi pianto in un piccolo bosco a sperimentare tra i fiori dell'aglio selvatico, fino quasi al tramonto. L'idea era di cercare orchidee. E le ho trovate, anche sulle colline tolfetane, ma solo pochissime Orchis papilionacea ancora quasi tutte chiuse. Fortuna che nel bosco di querce non mancavano certo i soggetti, per giunta resi più interessanti da un'abbondante rugiada. Ben presto ho notato gli anemoni e mi sono dedicato esclusivamente a loro. Un fiore semplice ed elegante come pochi. Per le orchidee c'è tempo! Reduce da un soggiorno sottozero a Berlino, non posso che apprezzare due volte l'arrivo della primavera dalle nostre parti. Oltretutto noi romani abbiamo da scegliere: ieri, ad esempio, tra i due metri persistenti di neve ai Simbruini - o al parco d'Abruzzo, per dire - o i meravigliosi 20° della costa meridionale del Lazio. Beh, stavolta ho scelto i secondi! Domenica prossima, 14 aprile, condurrò un workshop negli stessi luoghi. Gli interessati mi contattino. Alba al Circeo... ... ore centrali della giornata tra Aurunci e monte Orlando... ... e tramonto di nuovo al Circeo, in tempo per lo spettacolo della duna costiera interamente fiorita! |













































































































































































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